Papu Gomez, parole al veleno contro Gasperini e Percassi

18 Agosto 2021
- di
Arianna Botticelli
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ATALANTA GOMEZ GASPERINI PERCASSI - La notizia del giorno, per una volta, non riguarda il calciomercato. Ma forse sarebbe stato meglio. L'intervista rilasciata da Papu Gomez, ex Capitano della Dea e protagonista di tante vittorie con la maglia atalantina, sta creando scalpore. L'argentino ha raccontato i retroscena della famosa litigata con Gian Piero Gasperini che gli costò l'allontamento da Bergamo. Ecco le sue parole.

L'intervista di Gomez: le accuse a Gasperini e Percassi

"Negli spogliatoi ha oltrepassato i limiti ed ha cercato di aggredirmi fisicamente, il tutto perchè nella sfida di Champions contro il Midtjylland, ho disobbedito ad un’indicazione tattica. Mancavano dieci minuti alla fine del primo tempo e l’allenatore mi ha chiesto di spostarmi a destra, mentre io stavo facendo molto bene a sinistra ed io in quell'istante rifiutai. Immagino che l’aver risposto così, a metà gara e davanti alle telecamere, abbia creato la situazione perfetta perché si arrabbiasse. In quel momento ho capito che sarei stato sostituito all’intervallo e così è stato. Negli spogliatoi però lui ha oltrepassato i limiti ed ha cercato di aggredirmi fisicamente ed io lì ho detto basta. Si può discutere ok, ma l’aggressione fisica è intollerabile".

Il ruolo di Prcassi nella vicenda

"Avevo chiesto un  incontro con il presidente Antonio Percassi e gli ho detto che non avrei avuto problemi ad andare avanti. Ho capito di aver sbagliato, che da capitano non mi ero comportato bene e che ero stato un cattivo esempio disobbedendo all’allenatore, ma gli ho anche detto che volevo le scuse di Gasperini. Il giorno dopo la sfida mi sono scusato con l’allenatore e i compagni per l’accaduto, ma non ho ricevuto scuse dell'allenatore. Quindi, Come doveva essere inteso? Quello che avevo fatto era sbagliato e quello che aveva fatto era giusto? È lì che è iniziato tutto. Da quel punto comunicai al Presidente che non non volevo più lavorare con Gasperini all’Atalanta. Lui mi ha risposto che non mi avrebbe lasciato andare e quindi è iniziato un braccio di ferro che ho pagato: sono finito fuori rosa. È stato brutto, ho dato tanto all'Atalanta e il presidente non ha avuto le palle di chiedere all’allenatore di scusarsi con me: è stato brutto. Così è finito tutto. Oltre al danno, non volevano cedermi a nessuna squadra italiana per non rafforzare una concorrente, meno male che poi è arrivato il Siviglia che mi ha permesso di continuare a competere ad alti livelli. È ora che i tifosi conoscano la verità..".

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