Atalanta, Sartori a tutto campo: "I nostri big resteranno. Champions? Siamo pronti a stupire"

11 Giugno 2020
- di
Arianna Botticelli
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Tempo di lettura: 2 minuti

ATALANTA SARTORI - Giovanni Sartori, responsabile dell'area tecnica dell'Atalanta, ha parlato ai microfoni di Sky nell'ambito del programma "Il calciomercato che verrà". Tanti gli argomenti trattati: dal difficile momento attraversato da Bergamo, al possibile riscatto in campo, fino alle strategie di mercato. Ecco le sue parole.

Sartori sulla situazione di Bergamo

"A Bergamo la situazione è stata drammatica, forse all'inizio perché presi da campionato e Champions ci abbiamo fatto meno caso. Poi ne abbiamo preso totale coscienza, penso alle immagini dei camion di bare che lasciavano la città. Ognuno ha pensato a provare a difendere la propria salute, il calcio è passato giustamente in secondo piano. Ora vorremmo ripartire per dare un segnale a Bergamo e provincia, dobbiamo provare a tornare alla normalità".

Sulle strategie dell'Atalanta

"Abbiamo venduto tanto, è vero, ma abbiamo investito tanto. Non è vero che se arriva l'offerta giusta l'Atalanta vende. Il principio della società è cedere un pezzo, massimo due, ma reinvestire e vendere per diventare più forte. Penso a Muriel, Zapata, Malinovsky e De Roon. Tutti sono stati a guardare i nostri conti nelle cessioni ma pochi hanno guardato a quanto abbiamo investito. La famiglia Percassi è nata nell'Atalanta, hanno il Dna del club e di Bergamo. Ci mettono amore prima di tutti, il presidente Antonio ama l'Atalanta, e Luca è quello che riesce a trovare sempre l'equilibrio in tutte le situazioni. Siamo una delle poche società italiane con stadio di proprietà, abbiamo ampliato la struttura di Zingonia, dove ora ci sono anche tutti gli uffici del settore giovanile".

Sulla cultura del settore giovanile bergamasco

"Storicamente quando si parla di questo club si parla di settore giovanile. Questo l'ho percepito da esterno per tanti anni e ora che lo vedo da interno lo capisco ancora meglio. Si tratta di una cultura a cui abbiamo dato continuità, abbiamo un allenatore che ogni anno ha fatto debuttare un minimo di 2 e un massimo di 4 giocatori all'anno".

L'Atalanta e la Champions League

"Abbiamo capito in questi anni che l'Europa è una cosa bellissima. Ne sentivamo parlare dagli altri, ma quando la vivi l'appetito vien mangiando. Rappresentare Bergamo e la sua gente è motivo di orgoglio. Non dimentichiamo però che sotto di noi negli ultimi anni in classifica sono arrivate squadre blasonate, ma la proprietà è ambiziosa e non si è mai tirata indietro. Un format così particolare come un vantaggio? Io sono sicuro che senza questa interruzione saremmo arrivati ai quarti in una condizione psico-fisica ottimale e avremmo detto la nostra. Cercheremo di passare il turno, la mentalità dell'allenatore è stata fondamentale per rendere l'Atalanta così solida".

Sartori: il mercato dell'Atalanta e i big

"Gomez, Ilicic e Zapata? Qualcuno li ha chiamati i tre tenori, credo che resteranno a Bergamo per un pò di tempo. Oggi all'Atalanta vengono tutti volentieri, siamo sulla bocca di tutti per i risultati e per quello che stiamo facendo. Le cessioni eccellenti? Questo dimostra come si sia alzato il livello dell'Atalanta. Vedete Barrow, oggi uno dei migliori al Bologna: non aveva spazio da noi e abbiamo preferito sacrificarlo per una cessione. Ora abbiamo investito su Czyborra e Sutalo, giovani che speriamo possano fare una strada importante".

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