Caldara: "Ora devo fare un salto di qualità. Dopo il Coronavirus le nostre vite cambieranno"

10 Aprile 2020
- Di
Arianna Botticelli
Tempo di lettura: 2 minuti

CALDARA ATALANTA INTERVISTA - Tanti gli argomenti trattati da Mattia Caldara in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport. Dal momento difficile che sta vivendo l'Italia per via dell'emergenza Coronavirus, fino all'esperienza negativa al Milan.

Atalanta, l'intervista a Caldara

Sull'emergenza Coronavirus

"Le nostre vite cambieranno, ma sarà un processo in vari step: uno dei più importanti, quando saremo certi di un vaccino sicuro. Nel frattempo, mi auguro che sapremo fermarci a valutare quanto eravamo fortunati per quello che avevamo senza saperlo, ad apprezzare ogni singolo istante che prima davamo per scontato".

Sulla ripartenza della Serie A e sul taglio stipendi

"La prima cosa è la salute, pensare a chi sta dando la vita per salvare delle vite e ai rischi di contagio, per noi e per chi ci sta vicino. Sarà quando sarà, ma credo che si debba finire e si potrà finire. Anche le Coppe, magari con degli spareggi-partita secche, se necessario. Giochiamo anche tutta l’estate: no problem, anzi. Quanto agli ingaggi, è un momento difficile: ognuno deve fare la sua parte. Niente playoff e playout: se non si riprende, è giusto considerare la classifica alla 25a. Se si riprende, si giocano le partite che mancano".

Sull'Atalanta

"All'Atalanta abbiamo un modo di giocare molto particolare, che in Europa non si conosce ancora bene: dobbiamo sfruttarlo. Ma la cosa più importante è giocarli, questi quarti di finale in Champions League: almeno quanto provare ad andare avanti. A San Siro contro il Valencia in 5 minuti dalla panchina a una gara in cui ci giocavamo tantissimo: quella sera ero finalmente molto felice grazie al calcio. Prima dello stop avevo ancora un buon 20% di crescita e quando riprenderemo spero di stare anche meglio di prima: devo tornare quello di due anni fa, anzi meglio. Ho due anni di esperienza in più, è ora di fare un altro salto di qualità". 

Sull'esperienza al Milan

"Al Milan per la prima volta nella mia vita non sono riuscito a ripagare la fiducia avuta da un club, ad esprimermi ai miei livelli. Mi brucia molto, è stata una sconfitta. Ci penso ancora, ma so che devo accantonarla: un anno e mezzo così difficile è stato già abbastanza. E al Milan dirò sempre grazie, se non ha funzionato è stata colpa mia". 

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