Atalanta, l'Amarcord di Motta: "Bergamo è casa mia, la Dea ha una scuola giovanile d'eccellenza. Che emozione quando..."

2 Maggio 2020
- di
Arianna Botticelli
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Tempo di lettura: 2 minuti

ATALANTA MOTTA - L'ex giocatore bergamasco, prodotto del vivaio, Marco Motta, si è raccontato in una diretta Instagram. Il calciatore, attualmente militante in Indonesia nel Persija Jakarta, ha ricordato con emozione il suo percorso nelle giovanili dell'Atalanta, fino all'esordio in Serie A con la maglia nerazzurra. Ecco le sue parole.

Motta e la sua esperienza nell'Atalanta

"Bergamo e Zingonia le sento come se fossero casa mia. Quando all'età di 7 anni iniziai col maestro Raffaello Bonifaccio nei pulcini nel settore giovanile nerazzurro, ero un bambino e ancora non sapevo nulla probabilmente del calcio, del mondo. L'Atalanta mi ha formato come calciatore, ho fatto tutta la trafila delle categorie giovanili. E' stata per me un'esperienza meravigliosa e che auguro a tutti i bambini, perchè l'Atalanta in cui sono stato io era una Società che curava ogni minimo dettaglio". 

Dalla Primavera alla prima squadra

"Se avessi potuto disegnare o pensare il mio percorso calcistico, probabilmente non lo avrei mai potuto pensare e immaginare nel modo migliore. Il mio percorso giovanile, arrivato in Primavera, è poi sfociato in maniera veloce in Prima Squadra in Serie A con l'Atalanta, anche grazie ad un allenatore che ha creduto in me, come Delio Rossi. In quella stagione (2004-2005, ndr), ricordo che ero titolare con la Primavera, dove ero approdato con un anno di anticipo, e mi ritrovai con gli stessi compagni in Prima Squadra, senza metabolizzare concretamente dove mi trovassi. Sempre con quello spirito, che mi ha contraddistinto, del calcio visto come passione, perchè lo era sempre stato fin da piccolo. Stavo lentamente capendo che stava diventando un lavoro".

Motta e l'esordio con l'Atalanta in Serie A

"Quando arrivò Delio Rossi, l'Atalanta aveva 7 punti ed era una situazione molto difficile. In quella stagione andammo molto vicini a quello che poteva essere un autentico miracolo per la salvezza in Serie A, ma retrocedemmo. Sono stati per me sei mesi unici quanto meravigliosi. All'Atalanta mi sarebbe di certo piaciuto restare di più, ma al termine di quella stagione arrivò un'offerta molto importante alla Società dall'Udinese, ai tempi allenata da Luciano Spalletti, e anche per me non fu facile dire di no".

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